Spatial Analysis: uso e consumo

Spatial Analysis: due parole che racchiudono mille possibilità di indagine e integrazione del sistema al fine di renderlo più performante in base agli obiettivi della ricerca. Debitrice alle discipline geografiche, comprende sopratutto modelli di tipo locazionale e statistico, utilizzando software proprietari come ArcGis della Esri, oppure Open Source come GvSIG e GRASS.

Vengono predisposti e definiti modelli adatti alla tipologia di dataset, ad esempio nel caso in cui il grado di incertezza e la scarsa informazione sui dati non costituisce un limite ma amplia verso nuove applicazioni come il formalismo Fuzzy e Beyesiano (ma di questo se ne parlerà meglio più in avanti).

geologia

Il GIS, non solo strumento di organizzazione e gestione dei dati, è simulatore del passato attraverso l’integrazione alle consuete analisi spaziali di informazioni paleobotaniche e geomorfologiche che permettono un ricostruzione quanto più credibile del paesaggio, oggetto di costanti mutamenti influenzati dalla componente antropica e naturale.

Un settore specifico delle analisi spaziali sono i Point Pattern Analysis utili per la comprensione della distribuzione degli insediamenti nello spazio. In archeologia uno delle analisi più utilizzate è quella della kernel density estimation (KDE),  si tratta di un modello deterministico, utilizzando dati puntuali vettoriali, che permette di stimare la distribuzione di densità in rapporto alla distanza dal centro all’esterno, è anche possibile modificare la banda di estensione, la cui densità è determinata dalla presenza per esempio di ritrovamenti archeologici.
Marroneta Tonda
Un caso applicativo molto interessante è stato fatto per l’area urbana di Pisa, (MappaGIS) dal dipartimento di Civiltà e Forme del sapere dell’Università di Pisa, in cui sono stati studiati i livelli di concentrazione dei ritrovamenti dall’età protostorica (Eneolitico ed età del Bronzo) all’età moderna (XVIII sec.), organizzati secondo aree funzionali (urbani, suburbani e rurali). Il progetto MappaGIS prevede la consultazione del WebGIS opportunamente sviluppato per consultare la Carta Archeologica dell’area urbana di Pisa e la Carta del Pontenziale archeologico oltre ad altri strati informativi di natura topografica e geologica, è liberamente consultabile l’archivio MOD (MAPPA OpenData) dove è presente tutta la documentazione prodotta nel corso delle indagini archeologiche. Un progetto del genere garantisce la massima sinergia fra professionalità diverse, l’archeologo è parte integrante del progetto di analisi in stretta collaborazione con programmatori e matematici alla ricerca di una soluzione comune. La componente multidisciplinare diventa fondamentale per garantire l’interscambio continuo e la collaborazione fra discipline proprie delle scienze naturali, matematiche e umanistiche.

Di seguito vi aggiungo qualche link interessante a riguardo, buona lettura!!!

Mappaproject (Unipi), WebGIS dell’area urbana di PisaDataset.

GOMARASCA M. A., 2000, Introduzione alla Geomatica, Edizione Associazione Italiana e di tele rivelamento (AIT).

CONNOLY J., LAKE M., 2006, Geographic Information Systems in Archaeology, Cambridge Manuals in Archaeology, Cambridge.

D’ANDREA A., 2006, Documentazione archeologica, standard e trattamento informatico, Budapest, Archaeolingua, Wpoch Publication.

http://docenti2.unior.it/doc_db/doc_obj_18122_25-03-2011_4d8c69c14d60e.pdf

ROSCIANO E., Cavulli F., Ciolli M., Vitti A., Zatelli P., 2011, DTM segmentation and analysis for archaeological hill-top sites recognition in GRASS, in Geomatics Workbooks, Como: Politecnico di Milano, 2011, pp. 149-160. Atti di: FOSS4Git: Trento 2011, Trento, 9-11 febbraio 2011.

Fuzzy logic:

GREEN C. T., 2009, The construction of a fuzzy temporal-GIS for archaeology, tesi di dottorato, a.a. 2008/2009, Università di Leichster.

ŞTEFAN D., SIRBU V., 2010, Statistical tools in landscape Archaeology, in Archeologia e Calcolatori n. 21, pp. 339-356.

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